Recensione: “Il Popolo Bianco” di Frances Hodgson Burnett

Sinossi:

Nata e cresciuta in un grande castello sperduto nelle Highlands, Ysobel non chiede altro che di continuare a vivere la sua vita solitaria, immersa nella natura e negli amati libri. Quando però un incontro fortuito le infonde finalmente il coraggio di affrontare il mondo esterno, si rende conto di possedere la facoltà di osservare particolari che agli altri sfuggono, ad esempio l’esistenza di una particolare categoria di persone pallide e sfuggenti che lei chiama “Il Popolo Bianco”. Per Ysobel questo è solo uno dei tanti segreti che si nascondono tra le nebbie della brughiera, ma forse proprio a una ragazza apparentemente insignificante come lei è stato conferito il dono di svelare il più grande mistero dell’umanità.
Dopo Nella stanza chiusa, Frances Hodgson Burnett torna ad affrontare i grandi temi della vita e della morte in un romanzo breve ma colmo di poesia e spiritualità, qui presentato in un’edizione integrale e annotata.


Recensione:

Spinta dal bisogno di superare la morte del figlio sedicenne, Frances H. Burnett scrive “Il popolo bianco“: un romanzo breve che affronta con sensibilità il tema del soprannaturale e della morte, e della vita dopo di essa.

«Come avevo notato lo strano, terreo colorito dei feroci cavalieri, così mi accorsi che ella era insolitamente pallida. E poiché mi capitava ogni tanto di vedere altre persone dal colorito altrettanto chiaro, mi convinsi che si trattasse di una purezza di carnagione riservata ad alcuni, ma non a tutti. Io non ero così chiara, né lo era chiunque altro io conoscessi.»

Ofana dalla nascita, Ysobel vive a Muircarrie, un castello sperduto immerso nella brughiera scozzese. È un’ereditiera e capo del suo clan, ma anche una ragazza timida, dotata di una particolare sensibilità capace di farle vedere cose che agli altri sfuggono.
Ysobel, infatti, non si rende conto che è l’unica a conoscere e vedere quello che lei chiama “Il Popolo Bianco“: persone particolarmente pallide a cui nessuno presta attenzione. Nonostante ciò, priva di paure e pregiudizi, la giovane ragazza non ne fa un segreto, piuttosto è sempre pronta a condividere con il resto del mondo questi suoi incontri.

Il popolo bianco” è un libro dalla narrazione poetica e delicata, un mix intrigante di atmosfere gotiche, leggende e folklore scozzesi.
Come in “Nella stanza chiusa“, anche in questo romanzo l’intento dell’autrice non è quello di spaventare o di incutere timore, bensì quello di mostrare la realtà attraverso occhi differenti e di elaborare una nuova percezione della morte, che essa stessa dipinge come un luogo in cui poter vivere liberi e protetti, senza il peso delle paure.

«[…] il mondo non aveva ancora imparato il Segreto. Rimanemmo così. Non piangemmo né parlammo, ma ci stringemmo l’una all’altra… ci stringemmo. È tutto ciò che possono fare le creature umane in attesa che il Segreto sia svelato. E mentre ci abbracciavamo, l’usignolo si mise a cantare ancora una volta.»

Anche questa volta, Frances H. Burnett è riuscita ad emozionarmi e affascinarmi con le sue parole ricche di simbolismo. Non vedo l’ora di leggere altro di questa autrice, i suoi romanzi sono speciali: nascondono molto di più di ciò che mostrano.

Declaimer: ringrazio la casa editrice Caravaggio Editore per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:

Classificazione: 4 su 5.

Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Titolo: Il Popolo Bianco
Autore: Frances Hodgson Burnett
Collana: I Classici Ritrovati
Pagine: 154 p., Brossura
Codice isbn: 9788831456418
Prezzo in libreria: 12,50€
Pubblicazione: Marzo 2021
Marchio Editoriale: Caravaggio Editore


Frances Hodgson Burnett:

Frances Hodgson Burnett (1849-1924) è stata una scrittrice di spicco della letteratura americana fra il XIX e il XX secolo. La sua vasta produzione, che fu apprezzata fra gli altri da Oscar Wilde e da Mark Twain, annovera titoli quali: That Lass o’ Lowries (1877), Haworth’s (1879), A Fair Barbarian (1881), Little Lord Fauntleroy [Il piccolo Lord] (1886), A Lady of Quality (1896), A Little Princess [La piccola principessa] (1905), The Secret Garden [Il giardino segreto] (1911), T. Tembarom (1913), ecc.

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