Recensione: “La casa impura” di Ono Fuyumi


Sinossi:

Avevo deciso di non farci più caso, di dimenticarmelo, ma quel suono continua a tormentarmi…». Tra le numerose lettere dei fan una colpisce l’autrice, quella di Kubo. È un resoconto di fatti sinistri: dalla camera da letto si sentivano suoni simili a ramazzate di scopa… Un’altra lettera in precedenza aveva riportato fatti simili. Proveniva dallo stesso condominio alla periferia di T?ky?… Troppo curiosa per essere una coincidenza. Da qui comincia l’indagine dell’autrice sul passato del condominio e della zona in cui si erge. Una trama di eventi andati si dispiega in inquietanti correlazioni. Come un morbo che affligge di impurità tutti coloro con cui entra in contatto nello spazio e nel tempo, dal passato al presente. Un romanzo, scritto sotto forma di reportage, in cui l’indagine sfocia in tormento psicologico che arriva a coinvolgere il lettore nella sua stessa quotidianità.


Recensione:

Avevo deciso di non farci più caso, di dimenticarmelo, ma quel suono continua a tormentarmi.

Ad una nota scrittrice di romanzi horror arriva una lettera da parte di una sua fan, Kubo, accanita lettrice di storie di fantasmi.
Nella sua lettera, Kubo, racconta che si è da poco trasferita al palazzo Okaya e che è sicura di sentire un rumore sospetto provenire dalla sua stanza.

Ad attirare la curiosità della scrittrice, l’io narrante dell’intero romanzo, è però il ricordo di un’altra lettera ricevuta parecchi anni prima, nella quale veniva menzionato un evento simile. Possibile che si tratti di una semplice coincidenza?

Divorate dalla curiosità, le due ragazze danno il via a delle vere e proprie ricerche che scavano nel passato del palazzo e di chi ha vissuto lì anni e anni prima. Tra cronache di giornale, ricordi sbiaditi e informazioni storiche, riescono a portare alla luce antiche tragedie.
Ed è proprio grazie a questo espediente narrativo che il lettore viene coinvolto nelle vicende: pensare alla veridicità di queste atrocità fa raggelare il sangue.

“Si interrogò incuriosita sulla natura del rumore mentre provava invano a sbirciare nell’altra stanza senza alzarsi dalla sedia, ma pensando si trattasse della sua immaginazione si girò e riprese a trascrivere l’articolo, finché dopo non lo avvertì nuovamente.”

La casa impura” è un libro interamente scritto in forma di reportage e narra di un confine tra il mondo terreno e l’aldilà. Per tutto il tempo, Ono Fuyumi ci concede il beneficio del dubbio sull’esistenza di eventi spiritici e, dunque, sul paranormale, restando però sempre ferma nelle sue convinzioni: per ogni evento c’è sempre una spiegazione logica.

Il romanzo, anche se appartiene alla categoria dell’horror, è allo stesso tempo una denuncia velata alla società giapponese. Nel testo, infatti, attraverso storie di fantasmi, maledizioni e oggetti occulti, Ono Fuyumi ne approfitta per rimarcare alcuni dei temi sociali che affliggono la vita in Giappone: il fenomeno degli hikikomori, i suicidi, la criminalità e, ancora una volta, la forte oppressione da parte della società sul singolo individuo, sia sul piano lavorativo che sociale.

Trovo che “La casa impura” sia un romanzo ricco sotto ogni punto di vista, imperdibile per gli amanti del genere e per gli appassionati del “Paese del Sol Levante“.
È una storia dura da digerire, ma la fatica ne vale la pena.


Declaimer: ringrazio la casa editrice Atmosphere Libri per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:

Classificazione: 4 su 5.

Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Autore: Fuyumi Ono
Titolo: La casa impura
Editore: Atmosphere Libri
Collana: Asiasphere
Pagine: 340
Codice isbn: 9788865643532
Prezzo in libreria: 18,50
Data Pubblicazione: 25 febbraio 2021


Fuyumi Ono:

Ono Fuyumi nasce nella prefettura di Oita nel Kyūshū il 24 dicembre 1960. La sua terra natale, nota per la tradizione di racconti dell’orrore, determina l’influenza di genere nella futura autrice. Nel 1988 esordisce con il light novel Birthday eve ha nemurenai (Kōdansha). Nel 1992 vede la luce il primo episodio della sua serie di fantasia più famosa Jyūnikokuki (Shinchōsha, titolo inglese The Twelve Kingdoms). Nel 1993 con il suo primo romanzo Tōkei ibun (Shinchōsha) è finalista della quinta edizione del premio Nobel giapponese per il genere fantastico. Con il romanzo horror Shiki (Shinchōsha), nel 1998 raggiunge il grande pubblico. A questo seguiranno titoli quali Kidan Hyakkei (Kadokawa) e La casa impura (Zan’e), con il quale si aggiudica il premio letterario Yamamoto Shūgorō.   Non si conosce il volto dell’autrice.

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