Recensione: “Quello che non sai” di Susy Galluzzo


Sinossi:

Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre?
Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima?

Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare. Viaggio negli equilibri precari di una famiglia all’apparenza perfetta, Quello che non sai è un romanzo sulla maternità e sul timore di non essere mai all’altezza. Attraverso la storia di un distacco necessario, narrata in un crescendo di sentimenti contrastanti, l’autrice inscena il fallimento personale della protagonista cambiando continuamente prospettiva in un gioco psicologico complesso e molto appassionante.
Un libro intenso che affronta un tema tabù con grande abilità e coraggio meditando in maniera profonda sul lato oscuro che è in ognuno di noi e su quello che una donna non confesserebbe mai, neppure a se stessa.

«Ho una figlia. Sei sorpresa, vero?
Eri così contrariata dalla mia scelta
di non avere figli per via della carriera.
Dicevi che era una decisione di Aurelio, non mia.
Già, sono madre anch’io. E tu sei nonna. Contenta?
Si chiama Ilaria, ha tredici anni, compiuti a marzo.
È la mia vita.

E anche la mia morte».


Recensione:

“Se i figli possono confessare francamente di annoiarsi coi genitori, una madre non può mai confessare di annoiarsi coi figli senza sembrare snaturata.”

Michela, detta Ella, è la mamma di Ilaria. Il loro legame è forte, quasi simbiotico. Da quando è nata Ilaria, tredici anni fa, Ella ha dedicato tutta la sua vita a sua figlia e alle sue ossessioni; nessuno, meglio di lei, saprebbe come calmare le sue crisi. Tuttavia, un giorno Ilaria rischia di essere investita da una macchina e lì, in quel momento, qualcosa dentro di lei si spezza: Ella, dall’altro lato della strada, ha visto tutto ma non si è mossa. Ha seguito la traiettoria della macchina da lontano ed è rimasta ha guardare. Non ha reagito.

Questa storia nasce proprio da un distacco insanabile, un errore che a Ella è costato la fiducia di sua figlia e che ha fatto nascere in me numerose riflessioni.

Ma chi l’ha detto che una madre non sbaglia? Chi l’ha detto che una madre non può permettersi di essere stanca, di crollare?

Diventare madre scombussola la vita, sia a livello fisico che psicologico. Allo stesso modo, essere una madre comporta sacrifici, significa caricarsi di responsabilità che pesano sempre più e che a lungo andare sfiancano. Ma una madre non è invincibile, è fatta di carne, perplessità, paure, tentennamenti e debolezze. Una madre non è perfetta, non è un supereroe, e a volte ha bisogno di lasciarsi cadere e, magari, di afferrare una mano che la aiuti a rialzarsi.

“Sono rimasta senza parole, anzi no, avrei voluto urlare, Mamma. Urlare, perché io vivo per questa famiglia, per­ché mi sbatto tutti i giorni per mia figlia e ora sono quella che dà fastidio, che deve stare da parte, in silenzio.”

Tuttavia, come ci si dovrebbe sentire di fronte alla consapevolezza che una mamma, il punto di riferimento di qualsiasi bambino, in un attimo, possa aggrapparsi alla prospettiva di una vita senza suo figlio e restare comunque impassibile?

Quello che non sai” è anche un tuffo nei sentimenti di Ilaria, una figlia che ha perso la fiducia verso sua madre, la persona che avrebbe dovuto proteggerla e che ora si sente inadeguata, quasi fuori posto, quando è in sua presenza.

Susy Galluzzo si fa spazio tra una piccola crepa, fino a farla cedere del tutto, per liberare uno dei temi più spinosi di sempre; una verità scomoda che nessuno mai si sognerebbe di ammettere pubblicamente. E lo fa servendosi dei suoi personaggi, scavando a fondo nella loro psicologia. Durante la lettura mi sono sentita un po’ Ella e un po’ Ilaria, le loro fragilità e il loro coraggio mi si sono appiccicati addosso, e le ringrazio entrambe perché mi hanno dato tanto.


Declaimer: ringrazio la casa editrice Fazi Editore per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:

Classificazione: 5 su 5.

Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Autore: Susy Galluzzo
Titolo: Quello che non sai
Collana: Le strade
Numero Collana: 466
Pagine: 268
Codice isbn: 9788893258487
Prezzo in libreria: 16
Codice isbn Epub: 9791259670861
Prezzo E-Book: 9.99
Data Pubblicazione: 08-04-2021


Susy Galluzzo:

Susy Galluzzo

È nata in Calabria ma vive a Roma da molti anni. È laureata in Giurisprudenza e svolge la professione di avvocato. Ha iniziato a scrivere questo libro dopo la scomparsa della madre.

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