BLOGTOUR: “La vita invisibile di Addie LaRue” di Victoria E. Schwab – Recensione


Carissimi lettori, ben arrivati ad un nuovo Blogtour, organizzato da Le meraviglie di Bea.
Nel calendario trovate le tappe delle altre colleghe che vi invito a seguire per saperne di più su questa nuova uscita. Come sempre, mettervi comodi e godetevi la lettura.
Si inizia!



Sinossi:

E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te?

«Non pregare mai gli dèi che sono in ascolto dopo il tramonto.»

Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l’immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome. Nella tradizione di Vita dopo vita e La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempoLa vita invisibile di Addie LaRue si candida a divenire una pietra miliare nel genere del “romanzo faustiano”.

Recensione:

“Cos’è una persona, se non il segno che lascia al proprio passaggio?”

La vita invisibile di Addie LaRue” è la storia di antichi dei e di una bambina che, spaventata, fugge da una futuro che le è stato imposto con la forza. È la storia di una ragazza che sogna una vita all’altezza delle sue aspettative e che, per raggiungerle, commette un tragico errore: sigla un patto un patto di immortalità con un demone.
A volte l’esasperazione porta a gesti estremi e Addie impara presto che, nella vita, tutto ha un prezzo e che le parole spesso ingannano. A distanza di secoli, infatti, Addie deve ancora saldare il conto: in tutti questi anni, di lei non è mai rimasta traccia perché nessuno delle persone che incontra la può ricordare; o almeno finché un ragazzo, trecento anni dopo, rammenta il suo nome.


Per tutto il tempo, Addie ci prende per mano e ci rende spettatori della sua stessa vita. Alternando tasselli di vita passati e presenti, la vita di Adeline LaRue ci passa davanti agli occhi della mente come se fosse una pellicola d’epoca: assistiamo a quando, nel 1700, divorata dal terrore, sigla il suo patto con l’oscurità; la osserviamo attraversare secoli di storia, sfuggendo a guerre, rivolte, e raggirando la fame in ogni momento. E ancora, la seguiamo tra Francia, Italia e America dove, tre secoli dopo, si imbatte in un ragazzo che si ricorda di lei.
È allora che il cuore di Addie salta un battito e la fiammella della speranza torna a brillare; raccoglie, ancora una volta, tutte le sue forze. Si chiede se abbia trovato un modo per raggirare la maledizione, o se l’oscuro semplicemente si prenda gioco di lei.

Essere dimenticata, riflette, è un po’ come impazzire. Cominci a chiederti che cos’è reale, se tu sei reale. In fin dei conti, come può esserlo qualcosa impossibile da ricordare?

La lettura di “La vita invisibile di Addie LaRue” è stata una continua altalena di emozioni. Ci sono stati momenti in cui mi sono persa nella storia, altri in cui l’autrice stessa ha dovuto ripescarmi da un baratro di noia, riportandomi in superficie.
Lo stile di Victoria E. Schwab è molto poetico, ricco di metafore e di messaggi importanti, ma l’ho trovato anche molto prolisso. Alcuni concetti e vari episodi li ho trovati leggermente ripetitivi e, purtroppo, non mi è bastato un finale commovente per farmi cambiare idea.

Proprio per questo motivo, mi prendo la libertà di dire che “La vita invisibile di Addie LaRue” è un libro particolare, quasi difficile da classificare in un determinato genere, e fin troppo facile da detestare. È una storia in cui si parla di immortalità, di memoria, facendoci sentire dannatamente piccoli di fronte alla fugacità del tempo e della vita. È un romanzo in cui si risalta l’arte – intesa come terapia – e la si preserva. È stata proprio questa, molte volte, a salvare Addie a un passo dall’abisso.

Tu noti solo gli errori, i difetti, le debolezze da sfruttare. Ma gli esseri umani sono complicati. Ed è questo a renderli meravigliosi. Vivono e amano e commettono sbagli, e poi sentono così tanto. E magari… magari non sarò più una di loro.»

Non è un horror.
Non è un fantasy.
Non è un romanzo storico.
È un romance? Non esattamente.

È un romanzo sentimentale, malinconico, e fin troppo riflessivo da sembrare quasi statico. Il bisogno di Addie non è quello di perdersi in una storia d’amore ma, più che altro, quello di essere vista davvero, sentire di appartenere a qualcuno o a qualcosa. Per tanti anni ha vissuto senza poter lasciare una minima traccia di sé, senza poter custodire nulla.
Il suo è un desiderio sfrenato di essere normale. E, nonostante le imperfezioni, mi sento comunque di consigliare questo romanzo. Nonostante tutto, la storia di Addie è troppo affascinante per non essere letta.


Declaimer: ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:

Classificazione: 3 su 5.

Piccole informazioni sul libro e sull’autrice:

Editore: Mondadori
Collana: Fantastica
In commercio dal: 24 novembre 2020
Pagine: 492
Formato: Rilegato
ISBN: 9788804717997
Prezzo di copertina: 24,00 euro


Victoria Schwab:

Victoria “V. E.” Schwab è l’autrice di oltre venti libri, tra cui l’acclamata serie Shades of Magic e la trilogia Cassidy Blake, di prossima pubblicazione in Oscar Fantastica. I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo e sono stati opzionati per il cinema e la televisione. Quando non si aggira per i vicoli di Parigi o non arranca su e giù per le colline inglesi, vive a Edimburgo, in Scozia, ed è in genere accoccolata nell’angolo di una caffetteria, intenta a sognare mostri.

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