Recensione: “Un nome per un cadavere, La seconda indagine di Smiley Grant e David Colburn.” di Valentino Meynet


Sinossi:

Difficile trovare del buon personale, soprattutto una cameriera all’altezza del famoso castello di Chambord. Le caratteristiche richieste sono: abilità, gentilezza e, sopratuttto, disponibilità a lavorare in un castello su cui incombe una maledizione. Dopo venti anni di assoluta calma, la maledizione torna a colpire le sue vittime sotto forma di sparizioni e omicidi. Poche ore prima di svanire nel nulla la nuova cameriera del castello si presenta a David Colburn, il noto investigatore, dicendo di sentirsi in pericolo e dopo poco una donna viene trovata morta in un parco. Non è che l’inizio di una serie di delitti che si consumeranno all’interno del maniero, almeno fino a quando David Colburn e il suo aiutante Smiley Grand non interverranno. Riusciranno, tra un colpo di scena e l’altro, a fermare l’ignobile catena di delitti?


Recensione:

Dopo “Il fante di picche“, eccomi qui a parlarvi di “Un nome per un cadavere“, il secondo volume della serie di Valentino Meynet che vede protagonisti il detective David Colburn e il suo assistente Smiley Grant.

In questo nuovo romanzo, i due amici sono alle prese con una catena di delitti e un’antica maledizione che grava sul castello di Chambord.
Da anni, infatti, si dice che la notte del 20 dicembre è da sempre particolarmente famosa perché porta alla scomparsa di diverse persone. Di questo ne è convinta Joanne, la nuova cameriera della dimora, che, stremata dagli innumerevoli “incidenti” che le capitano già da diversi giorni, decide di chiedere aiuto alla coppia di detective. Ma l’indomani, di Joanna non c’è più traccia, è scomparsa.
Possible che sia opera della maledizione?

Forse si immaginava l’immenso castello con all’interno le sei persone, e forse tra esse un assassino che per fortuna non perseguita mai i colpevoli, quindi bisognava agire in fretta.

Misteri, delitti e dimore sfarzose: gli elementi che hanno catturato la mia attenzione sono numerosi!
In “Un nome per un cadavere“, Valentino Meynet, ispirandosi sempre di più a Hercole Poirot, dimostra di essere migliorato notevolmente nel costruire delitti impeccabili.

La storia parte dinamica fin da subito anche se, all’apparenza, i vari indizi sembrino portare ad un vicolo cieco; è solo prestando la massima attenzione ai dettagli che alla fine i vari incastri del puzzle si incastreranno perfettamente.

La lancetta dei minuti stava per raggiungere il punto più alto mentre quella delle ore ormai era nel punto più basso. Il pendolo batté i tocchi delle sei nello stesso istante in cui qualcuno bussò alla porta.

In questo secondo romanzo di Valentino, anche le ambientazioni e la caratterizzazione dei personaggi risultano più accattivanti. In particolare, sono rimasta soddisfatta della trama ben articolata e ricca di intrecci.
Anche se non sono riuscita a smascherare il colpevole, perlomeno ho sciolto un bel po’ di nodi.
Chissà se andrà meglio la prossima volta! 😉

Declaimer: ringrazio l’autore per avermi proposto e omaggiato la copia.


La mia valutazione:

Classificazione: 3 su 5.

Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Autore: Valentino Meynet
Titolo: Un nome per un cadavere, La seconda indagine di Smiley Grant e David Colburn
Genere: Giallo
Editore: Autopubblicato
Pagine:  292

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.