Recensione: “Bunny” di Mona Awad



Sinossi:

Tra satira, horror e favola, con una lingua eccentrica, misteriosa e spettrale, Bunny riesce nell’impresa di intrattenere, smontare a colpi di risate il mondo dei college americani e raccontare l’incredibile e spesso sconcertante complessità dell’essere donna. Impossibile farne a meno.

Samantha Heather Mackey è un’assoluta outsider alla Warren University dove frequenta un corso iperselettivo di scrittura creativa. La fantasia di Samantha è molto più cupa di quella della maggior parte degli studenti del suo anno, tanto più quando si tratta del gruppetto di ragazze ricche e vestite di colori pastello che incontra sempre a lezione. Tra loro si chiamano Bunny, “coniglietta”, e passano il tempo a mangiare mini cupcake, a dirsi l’un l’altra quanto siano straordinarie e a darsi abbracci di gruppo: sembrano la reincarnazione zuccherosa di Piccole donne e ignorano strenuamente Samantha. Ma tutto sembra cambiare quando un giorno la protagonista riceve l’invito a un loro riservatissimo party e decide di andare piantando in asso Ava, una caustica ex studentessa d’arte che detesta tutto quello che riguarda la Warren e che è anche la sua unica amica. Da quando si sono conosciute, loro due hanno passato ogni singolo giorno insieme, partecipando come coppia al corso di tango e ballando sul tetto della casa di Ava. Ma quando Samantha varcherà la soglia che conduce al mondo Bunny, tutto prenderà una piega imprevista e la protagonista verrà a conoscenza dei “rituali” che trasformano delle placide studentesse in creature mostruose.


Recensione:

Con quanta ferocia quei corpi bianchi e rosa si stringono in un piccolo, caldo cerchio di amore frantuma-costole, e ogni volta rendendomene conto rimango senza fiato.

Samantha Heather Mackey, detta anche Smackie, frequenta un corso esclusivo di scrittura creativa alla Warren University.
A seguire il seminario, sono lei e un gruppo affiatato di ragazze ricche, le “Bunny“.

Smackie è un outsider, viene sempre snobbata da tutti tranne che da Ava, la sua unica amica, che, esattamente come lei, disprezza quelle ragazze tutte carezze e smancerie.
Ma anche se Samantha le odia, in fondo, sa che un po’ le invidia perché farebbe di tutto per essere come loro. Quindi, quando nel suo armadietto trova un invito ad una festa da parte delle Bunny, sa che per lei niente sarà più come prima.

Il mio cuore affonda sempre di più in acque rosa. Dove la foschia aveva cominciato a diradarsi, ora è di nuovo fitta. Sono sprofondata nell’occhio della mia anguria sorridente.”

Non so ancora bene come parlarvi di questo romanzo, ma farò un tentativo dicendovi la prima cosa che mi viene in mente se penso a “Bunny” : strada senza uscita.

Bunny” è un incubo dal quale non riesci a svegliarti, un concentrato di allucinogeni che ti annebbia la mente; è una storia che rompe ogni schema e si fa beffe della tua lucidità.
Avete presente la sensazione di sballottamento che si prova quando avete la febbre alta e non riuscite a restare concentrati su qualcosa per più di due minuti? Quando non riuscite a dormire perché la vostra mente viaggia senza possibilità di fermarla?
Portati alla deriva dai pensieri.
Ecco, è così che mi sono sentita mentre leggevo “Bunny“.

Bunny” è il primo libro che apre la collana Weird Young di Fandango ed è indubbiamente il libro più disturbante che abbia mai letto.

La storia si presenta apparentemente tranquilla, ma è chiaro fin da subito che tra le pagine c’è qualcosa di disturbante che se ne sta ben nascosto.
Mona Awad ci scaglia addosso già in partenza una forte sensazione di inquietudine: ogni sua parola ne è intrisa. Si intuisce chiaramente che c’è qualcosa che non va nei protagonisti e tutto ciò, mescolato ad una scrittura tremendamente lirica, ti fa rabbrividire e ti rende avido di saperne sempre di più.

In “Bunny” succedono cose assurde che non trovano una spiegazione razionale, ma vanno accettate a priori.
Bunny” è un libro onirico, un mix di cupcake, cocktail, rituali, asce e scene splatter. Un romanzo a metà tra la commedia americana e l’horror.

“Bunny, bunny, bunny”.

Ma “Bunny” non è solo questo.

Sul serio, Smackie. Ti farebbe bene qualche strappo nel kimono della tua anima. Seriamente. Una piccola caduta non ha mai fatto male a nessuno, sai? E inoltre devi imparare ad uccidere i tuoi ragni.”

Mona Awad racconta senza peli sulla lingua di problemi che caratterizzano quel periodo particolare chiamato adolescenza, alcuni tra i quali la continua ricerca di approvazione, il bisogno ossessivo di far parte del gruppo e l’emarginazione.

È un romanzo che parla di scrittura, di letteratura, di arte in tutti i sensi e dell’amore per quest’ultima, sempre in bilico tra genialità e pazzia.

Se vi sentite persi e avete bisogno di ritrovarvi, se vi affascina il pericolo e volete assaporarlo insieme ad un pizzico di follia, allora leggete Bunny. Ma vi avviso: questo libro crea dipendenza e non vi assicuro che ne uscirete integri.


Ringrazio la casa editrice Fandango Libri per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:


Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Autore: Mona Awad
Pagine: 352 
Anno: Maggio 2020
ISBN: 9788860446626
Editore: Fandango Libri
Collana: Weird Young
Formato: Brossura
Prezzo di copertina: 18,50 euro


Mona Awad:

Laureata alla York University di Toronto, il suo romanzo di debutto, 13 modi di vedere una ragazza grassa (Bompiani), ha vinto l’Amazon Best First Novel Award 2016, il Colorado Book Award ed è stato selezionato per il premio Scotiabank Giller Prize. Scritti di Mona Awad sono stati pubblicati su TIME Magazine, McSweeney’s, VICE e LA Review of Books. Ha conseguito un Master in fiction presso la Brown University, dove ha vinto i Premi Feldman e John Hawkes in Fiction. Tra le sue pubblicazioni si ricorda Bunny (Fandango, 2020).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.