Recensione: “Lo spazio tra le cose” di Antonio Benforte


Sinossi:

Paolo ha appena tolto l’ultimo quadro dalla parete del suo bilocale. Sotto, ci scorge una crepa di cui non sapeva: quando si è creata? Nello stesso momento in cui si è incrinata la sua vita coniugale? Perché non se ne è accorto prima?
Le scatole sono ammonticchiate lì, vicino alla porta, alcune ancora piatte rastrellate in giro un po’ alla volta in previsione del trasloco verso una casa più spaziosa. Altre scatole, invece, sono già piene, impilate in ordine, lo stesso ordine maniacale con cui Paolo tiene sistemati tutti i suoi vecchi dischi, colonne sonore della sua giovinezza, della sua e di quella di Marta. Marta… dov’è ora?
Lo ha lasciato solo ad affrontare un trasloco di cose e di cose-ricordi.
Ed ecco che in quella casa oramai quasi vuota e forse troppo stretta, ogni scatola assume un valore, ogni oggetto innesca un ricordo. A ogni canzone che Paolo fa andare sul giradischi – ultimo baluardo a campeggiare ancora al centro del salone – scorre nella sua mente la metaforica ricerca di una libertà che, per paradosso, rinsaldi il legame con la moglie, che chiuda quella crepa nel muro vuoto e apra la porta della sua nuova vita.
Ci riuscirà?


Recensione:

Dopo la nascita di Niccolò, Paolo decide, insieme a sua moglie Marta, di cercare un appartamento più grande per il loro bambino.

Scatolone dopo scatolone, Paolo raccoglie tutte le cose che hanno plasmato e reso unica la sua vita. Ma il suo pensiero, però, ricade sul rapporto con Marta che, a poco a poco, va sempre più sgretolandosi.
Proprio come una crepa, destinata ad allargarsi sempre di più con il tempo.

Sto facendo spazio nella mia vita, finalmente ordine, con questo trasloco, e mettendo a posto oggetti e cianfrusaglie sta cambiando anche la percezione del mondo che ho intorno.

È così che il trasloco diventa un pretesto per ripercorrere la sua vita, per ripensare ai piccoli passi che, giorno dopo giorno, ha compiuto con un sorriso, sfidando dubbi e timori.

Paolo ripensa a tutti gli attimi in cui ha esitato un momento di troppo, alle occasioni mancate che adesso vorrebbe recuperare, e non può fare a meno di pensare: quando, nella sua vita, all’amore, si sono sostituiti urla e silenzi incolmabili?

Con questo romanzo, Antonio Benforte riesce a trasmettere vividamente ogni singola emozione provata dai personaggi.
Si riesce ad entrare perfettamente in sintonia con essi; è come entrare nella loro testa e comprenderli, arrivando perfino a compatirli.

Lo spazio tra le cose” è una storia che, ad un primo acchito, potrebbe sembrare malinconica, ma ti commuove profondamente trascinandoti in un turbine di emozioni e di ottimismo immisurabile.
È un romanzo che riesce a farti vedere le cose con occhi diversi e infonde fiducia.

«Ma il bello della vita, forse è anche questo: il suo continuo costruire e abbattere, una serie di successi e fallimenti, gioie e dolori, vittorie e sconfitte.>>

Lo spazio tra le cose” ti mostra come, a volte, un giocattolo rotto si può riparare; che le crepe, se ci provi, potresti anche cercare di sostituirle.
Un rapporto può essere rimesso a nuovo se, alla base, ci sono buona volontà e qualche presupposto dal quale partire.

Non tutto deve essere necessariamente gettato al vento, bisogna avere il coraggio di affrontare i problemi. Anche se fa male. Anche se non tutto tornerà al posto giusto.
Per certe cose ne varrà sempre la pena.


Declaimer: ringrazio la casa editrice Scritture & Scritture per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:


Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Autore: Antonio Benforte
Titolo: Lo spazio tra le cose
Collana: Voci
Pagine: 160
Prezzo in libreria: € 18
Data Pubblicazione: Marzo 2020


Antonio Benforte:

Antonio Benforte, giornalista, è Social Media Manager del Parco Archeologico di Pompei.
Ha lavorato per anni in una casa editrice per poi occuparsi soprattutto di nuovi media e comunicazione digitale.
È cofondatore del magazine green e dell’associazione culturale Econote.
Per Scrittura & Scritture, ha già pubblicato il romanzo La ragazza della fontana.

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