Recensione: “Il tesoro del Cigno Nero” di Guillermo Corral van Damme e Paco Roca


Sinossi:

Un graphic novel thriller che, per lo scenario internazionale, le battaglie legali, l’ambientazione navale e le manovre di intelligence, richiama da vicino l’opera di Tom Clancy.

Un “cigno nero” è un evento unico e straordinario, come il ritrovamento del più grande tesoro marino di tutti i tempi. Da qui prende le mosse il racconto del caso reale vissuto dal diplomatico Guillermo Corral e sapientemente trasformato in un graphic novel d’avventura mozzafiato da Paco Roca. Una vicenda ricca di suspense e condita da giochi politici, diplomazia e spionaggio, che si dipana dai ponti di comando agli uffici ministeriali, dai porti alle aule di tribunale, rimbalzando da una sponda all’altra dell’Atlantico e grondando colpi di scena e capovolgimenti di fronte, come solo i migliori intrighi internazionali e i thriller più acclamati sono capaci di fare.


Recensione:

Nel maggio del 2007, nei pressi dello stretto di Gibilterra, Ithaca, la nave della più importante società mondiale di recupero tesori americana, riporta in superficie “Il cigno nero“, un relitto dal tesoro ancora intatto.

Alla luce dei fatti, sorge un unico problema: il governo spagnolo vuole rivendicare tutto ciò che hanno recuperato gli americani perché il vascello, dopo accurate indagini, sembra proprio essere spagnolo a tutti gli effetti.

Parte così una storia dal ritmo serratissimo che, tra i tanti personaggi, vede principalmente protagonista Alex, un giovane diplomatico, ed Elsa, storica e archeologa, in un’incessante ricerca alla scoperta della vera identità della nave. E, per farlo, devono destreggiarsi tra imprese di spionaggio e sotterfugi politici.

Tra ambientazioni navali, intrighi internazionali e battaglie legali, Guillermo Corral e Paco Roca danno vita ad un intrigante graphic novel che trae ispirazione da fatti di cronaca reali.

Ho sempre ammirato molto i diplomatici. È una professione che mi sarebbe piaciuta: Cortázar, Octavio Paz, Neruda. Molti illustri scrittori sono stati diplomatici. Ovvio, adesso tutto questo è finito. La cultura è finita. Addio! Non capiscono che la cultura è la cosa più importante che abbiamo. La cultura è tutto. Lope! Cervantes! Velázquez! È il nostro petrolio.

Proprio perché “Il tesoro del cigno nero” non è un’opera di narrativa, bisogna approcciarsi al testo con le giuste intenzioni.
Gli eventi narrati dallo stesso Corral sono reali e, in quanto tali, in un primo momento, potrebbero destabilizzare il lettore perché c’è da familiarizzare con aule di tribunali, mappe e documenti.

È un graphic novel che va assimilato per quello che è: un adattamento scenografico di un importante pezzo di storia reso, a tutti gli effetti, un vero e proprio romanzo d’avventura.

Le illustrazioni di Paco Roca sono decise e dai colori tenui; risalta in modo particolare la cura con la quale vengono rappresentati i luoghi e le ambientazioni del racconto.
Inoltre, la storia della vera nave è narrata da magnifici acquerelli stampati su carta colorata del colore della sabbia, quasi come a voler ricreare l’effetto della carta antica e ingiallita dal tempo.

Insomma, “Il tesoro del cigno nero” è un vero capolavoro per gli occhi e, sicuramente, anche un pretesto per conoscere eventi storici narrati sì in modo diverso, ma decisamente godibili.


Declaimer: ringrazio la casa editrice Tunué per avermi omaggiato la copia.


La mia valutazione:


Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

Autore:  Guillermo Corral, Paco Roca
Titolo: Il tesoro del cigno nero
Editore: Tunué
Collana: Prospero’s books
Pagine: 216
Codice isbn: 9788867903818
Prezzo in libreria: € 19,90
Data Pubblicazione: 21 maggio 2020


Guillermo Corral:

Attuale direttore di gabinetto della Secretaria de Estado de la España Global, all’epoca dei fatti era direttore generale del Ministero della Cultura e ha vissuto la vicenda in prima persona. Dopo un libro di racconti e la collaborazione con riviste, Il tesoro del Cigno Nero è il suo esordi nel graphic novel.

Paco Roca:

Disegnatore realista che, a metà degli anni Novanta, si è fatto conoscere nel mercato spagnolo come un artista eclettico, capace di raccontare e disegnare diversi tipi di storie con la stessa intensità. Pubblica regolarmente per la rivista spagnola La Cúpula e ha realizzato diversi graphic novel: “Gog”, “Il gioco lugubre”, “Figli della Alhambra” e , con Tunué, “Il Faro” , “Il Bivio” , “La casa” , “Le strade di sabbia” , “L’inverno del disegnatore”, “Memorie di un uomo in pigiama” e, soprattutto, “Rughe”. Alcuni di questi sono stati tradotti anche in Francia.

4 Replies to “Recensione: “Il tesoro del Cigno Nero” di Guillermo Corral van Damme e Paco Roca”

  1. Per quanto riguarda le graphic novel ho letto solo quella de “Il buio oltre la siepe” di Harper Lee edita Mondadori e devo dire che mi è piaciuta moltissimo. Grazie per questo consiglio di lettura!

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  2. Mi piace molto quello che hai scritto e soprattutto come lo hai scritto, hai uno stile piacevole e professionale . Mi sto avvicinando alle graphic novel e cos’è meglio di una graphic novel thriller? grazie di averne parlato:)

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