Recensione: “Come chi si aggrappa al filo dei ricordi” di Sara Masvar

Sinossi:
Il racconto di una vita intera, quella di Sofia, quasi trentenne con una storia alle spalle di casini, inevitabili drammi e ovvi problemi.
Come si sa ogni vita è un piccolo pianeta intorno al quale orbitano tanti altri piccoli pianeti, più o meno vicini e quindi più o meno importanti che però, ognuno a modo suo, influisce sulla nostra sopravvivenza.
Sulla nostra esistenza.
Come chi si aggrappa al filo dei ricordi è una storia d’amore a trecentosessanta gradi.
L’amore per un’amica, l’amore per un uomo, l’amore per un genitore, l’amore per la vita.
L’amore punto e basta.
E proprio per questo è anche la storia di tutto ciò che l’amore, nostro malgrado, ci fa passare e sopportare.
La perdita e le distanze fisiche o mentali, la cattiveria e la sfortuna, il fato o semplicemente il tutto va come deve andare.
La migliore amica di Sofia, la sorella che si ha avuto l’opportunità di scegliere, si sposa e lei dovrà fare i conti con tanto, forse tutto, superando gli ostacoli e gli inconvenienti ma soprattutto superando se stessa.
Genitori, fratelli, fidanzati, amiche, lavoro, errori, rimpianti ma soprattutto i ricordi.

Recensione:

Sofia, una giornalista di successo, vive i suoi giorni sempre in giro per il mondo.
Non ha nulla da rimpiangere del suo passato: ha successo, denaro, bellezza, sesso e viaggi.

La sua vita, apparentemente perfetta, crolla però quando Silvia, la sua migliore amica che non vede e sente da tempo, annuncia che sta per sposarsi e la invita a partecipare alle sue nozze.

Da quel momento in poi, Sofia dovrà scontrarsi con la realtà e le menzogne che ha sempre raccontato a sé stessa.
Quella notizia inaspettata la risveglia completamente e la fa riflettere sul senso di colpa che prova dinanzi alle promesse, agli abbracci e al tempo mancato con i suoi amici.

Inoltre, coglie l’occasione per riscoprirsi e mettere in discussione la sua vita, con i suoi pregi e i suoi difetti, e recuperare quel rapporto perduto, ormai costruito sulle bugie, con la sua più cara amica.

<<Amiche per sempre, ce lo siamo giurate che eravamo due bambine, ce lo siamo dette mille volte che eravamo due adolescenti, ce lo siamo ripetute anche mentre le nostre strade erano al bivio. Ora tu ti sposi ed io devo starti dietro ed essere felice per te mentre non so neanche cosa voglia esserlo davvero. Ma tu lo sei davvero? Lui è l’uomo giusto per te? Ed io non posso dirti niente, perché non so se sono felice e se lo sono non è il momento giusto, non è la persona giusta. 
Avrei dovuto dirtelo prima Silvia ma che senso avrebbe avuto? Con tuo fratello non è niente di importante, dopotutto, è solo sesso ogni tanto perché ci va. Ed ora è troppo tardi, perché ti sposi, e non ha senso rovinare tutto per te. Abbiamo tempo, per capire che donne siamo diventate e che tipo di amiche saremo.>>

L’autrice, alternando una narrazione lineare a numerosi ricordi di eventi passati, ci offre la conoscenza della vita di due donne, diverse tra loro, ma unite da un forte sentimento di amicizia.
Di fatti, è proprio quest’ultimo il tema principale del libro a cui si vuol dare risalto. Insieme ad esso però, ritroviamo l’amore in tutte le sue più belle e varie sfaccettature.

Come chi si aggrappa al filo dei ricordi” è un vero e proprio viaggio introspettivo e riflessivo attraverso le anime dei protagonisti. Un romanzo che aiuta molto ad analizzare e riscoprire anche i lettori stessi.
E’ una storia dettata dall’urgenza del cambiamento e che vede alla fine una crescita interiore e un’evoluzione dei personaggi.

<< È il principio per me che conta. È questione di principio il mio non permettere mai a nessuno di credere d’ avere la possibilità di un’altra volta con me, l’atteggiamento più stupido fra tutti i miei atteggiamenti stupidi, la relazione stabile che non voglio e non vorrei e dopotutto neanche c’è, quella che forse potrebbe arrivare ma io non voglio permettere che arrivi davvero, quel qualcosa sbagliato che m’impedisce di credere che le persone possano essere davvero gentili. Buona fede, questa sconosciuta. Sono il genere di donna che vede e crede solo in ciò che sa che vedrà, il genere di persona acida che fa agli altri ciò che loro comunque faranno a lei prima ancora che ci possano solo pensare. Il genere d”essere umano dal quale è giusto stare lontani. Io.>>

La scrittura utilizzata dell’autrice è matura, particolare e per niente scontata.
Il romanzo è narrato in prima persona da Sofia, la protagonista principale, e caratterizzato da numerosi dialoghi e riflessioni, grazie alle quali la storia risulta semplice da seguire.

Sara Masvar, nello scrivere, trasforma letteralmente i pensieri in parole.
Nella narrazione inserisce frammenti di vita passata, intrisi di ricordi felici, genuini ma anche tristi.
Ricordi di una vita che, già sa, va avanti nel tempo e non tornerà più.

Nonostante ciò, è uno stile che ho trovato necessario per esprimere al meglio gli avvenimenti, le sensazioni e le percezioni da afferrare durante la lettura.

Le pagine, infatti, scorrono veloci e il lettore ha come l’impressione di trovarsi intrappolato nella testa di Sofia, e di veder scorrere davanti a lui un vortice di emozioni, pensieri, desideri, paure e sogni.

La storia raccontata da Sara, l’autrice, è estremamente originale.
Ci fa riflettere sul senso dell’amicizia e sulla sincerità nei rapporti che costruiamo con le persone.

E’ un romanzo capace di esplorare, tastare delicatamente l’animo di chi sta leggendo e in grado di farlo rispecchiare all’interno delle pagine scritte.
Inoltre, è un libro da leggere e consigliare perché è capace di donare emozioni intense ai lettori e offrirgli numerosi spunti di riflessione.

La mia valutazione:

Piccole informazioni sul libro e sull’autrice:

  • Pagine: 365
  • Formato: Pdf
  • Genere: Narrativa rosa
  • Pubblicazione: 26 maggio 2018

Sara, 32 anni, ligure di nascita ma veneta nel sangue, una passione smodata per le arti, cinema musica letteratura poesia, senza non avrebbe senso vivere. Mamma alternativa, buddista non praticante, rocker sfegatata e nerd d’altri tempi. Scrive da quando ha otto anni, di poesie e storie ne ha avute in testa a centinaia, dopo consiglio di amiche si è finalmente decisa a buttarsi. “Come chi si aggrappa al filo dei Ricordi” è il suo primo romanzo autopubblicato, una storia che stava nel suo pc dal 2008 e che alla fine, dopo anni, è riuscita ad emergere. “La cosa che davvero mi importa nella vita è la soddisfazione di esserci riuscita, bene o male che sia, per poter dimostrare a me stessa che tutti quelli che mi dicevano che non valevo niente mentivano.”

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