Recensione: “Diphylleia. Solo l’Amore può distruggere l’omofobia” di Elia Bonci

Sinossi:

Un fiore bianco che a contatto con l’acqua diventa trasparente. Un fiore che, quando piove, si trasforma. Sotto la pioggia i petali di questo fiore sembrano trasformarsi in cristalli scintillanti. Per via di questa particolarità viene chiamato Skeleton Flower, cioè fiore scheletro, ma il suo nome scientifico è Diphylleia grayi.

In una gelida notte di febbraio nella città di Duluth, nel Minnesota, Aiyana si risveglia dopo tre mesi di coma, ma non ricorda nulla. Karla, la nonna, e Ben, l’infermiere che si è preso cura di lei, rimarranno al suo fianco per aiutarla a ristabilirsi e a ripercorrere le tappe del suo passato, affinché lei possa recuperare la memoria. Ed è proprio nell’inseguire e rivivere un passato doloroso che riaffiora un grande amore, non accettato. Un amore che risponde al nome di Selene. Ma l’amore non è solo sofferenza, altrimenti “l’avrebbero semplicemente chiamato dolore”. Questo è il messaggio profondo che l’autore ci vuole trasmettere: “anche se sembrano andare nel peggiore dei modi, in futuro le cose andranno meglio”. Diphylleia è un libro che ci permette di vivere le varie facce dell’amore, da quello non accettato perché diverso, di Aiyana e Selene, all’amore non corrisposto e senza riserve, di Ben, fino a quello incondizionato di Karla per la nipote e quello sbagliato di un padre che non è riuscito ad affrontare le prove della vita. Ma soprattutto, Diphylleia ci dimostra che c’è sempre la possibilità di scegliere di vivere l’amore con coraggio, anche quando sembra impossibile.

Recensione:

Dopo tre mesi di coma, Aiyana si sveglia in una stanza d’ospedale con la sensazione di essere estranea al mondo. Vorrebbe sapere dove si trova e cosa ci fa lì ma Karla, sua nonna, e Ben, un infermiere che si prende cura di lei, le rivelano che, a seguito di un incidente, ha perso la memoria.

Ad Aiyana sembra che tutto il mondo attorno a lei stia per crollare proprio sotto ai suoi piedi. Si sente persa e l’unica cosa che la lega ancora al suo passato è una lettera, due rose rosse e un tatuaggio sul polso con una strana scritta: Mahpya.

A partire da quel momento, con l’aiuto di sua nonna, Aiyana affronta una sorta di battaglia personale per cercare di riappropriarsi di tutti i ricordi che, ormai, ha perduto.

Trascorre così, serenamente, le giornate con l’infermiere Ben ma qualcosa dentro di lei le sussurra che deve ritrovare il mittente di quel biglietto.
Sarà proprio questo lo scopo della giovane ragazza.
Deve ritrovare la persona a cui appartiene l’unico nome che ricorda: Selene, la ragazza che, in cuor suo, sente di amare.

<< Aiyana rimase in silenzio. Non si sentiva parte di quel mondo, non capiva. Si sforzava di ricordare ma era come se non avesse niente nella testa, come se prima di quell’istante lei non fosse mai esistita. La sua memoria era come un arido deserto di desolazione. Il suo era il silenzio di chi ha intrapreso un lungo viaggio e non ricorda più la via di casa. Di chi si è addormentato nel vagone del treno e si è risvegliato a chilometri di distanza da ciò che ha sempre amato. Solo che lei non ricordava di averlo intrapreso quel viaggio, di esserci mai salita su quel treno.>>

Diphylleia” è un romanzo delicato e introspettivo, pervaso da una scrittura magnetica, molto pulita e poetica che incolla il lettore alle pagine.
Il romanzo è capace di catturare totalmente la mente del lettore e di immergerlo nella storia, la quale appare fin da subito molto intima e profonda.

Le vicende sono narrate in terza persona ma, nonostante la protagonista principale sia Aiyana, il focus passa da un personaggio all’altro riuscendo a esprimere e a far percepire appieno le varie emozioni dei protagonisti.

Elia Bonci, l’autore, ci delizia con un romanzo di denuncia, di comprensione e ribellione. Con le sue parole ci invita a riflettere che nella società odierna, nonostante i progressi raggiunti, non si è ancora liberi di amare.

Il romanzo, seppur breve, è capace di far breccia nel cuore dei lettori perché le parole scritte dall’autore sono talmente vivide da imporsi prepotentemente, con ferocia nell’animo umano.

“Diphylleia” affronta l’ardua lotta contro l’omofobia – tematica principale del romanzo – ma, in realtà, i temi trattati sono vari e tutti ampiamente sviluppati con cura e precisione.

Elia, infatti, ci regala una storia dove il problema principale è proprio l’assenza di amore. È una storia che, purtroppo, è uno spaccato di vita odierno, che dà voce alla paura di molte persone e le invita a farsi coraggio, a lottare per convincere sé stessi ad accettarsi così come si è; a non dar peso alle parole e alle offese di chi prova a convincerci di essere una persona sbagliata o che non valiamo nulla, a non abbatterci mai e a non perdere la voglia di vivere solamente perché non si viene capiti dal resto della società.

<<Aiyana era distante, distrutta, derelitta. Sembrava senz’anima. Una persona a cui è stata appena tolta la voglia di vivere. È questo quello che succede quando si viene umiliati, quando l’amore viene visto come sbagliato, quando non ci si sente accettati, neanche da se stessi.>>

È un libro che urla, forte e chiaro, di avere fiducia in sé stessi e a non crollare davanti alle avversità della vita.

È un romanzo da far leggere e da diffondere ampiamente perché invita a riflettere ma, soprattutto, perché l’autore, Elia Bonci, ci regala un doppio finale di cui uno è una piacevolissima sorpresa inaspettata.

Quello principale, anche essendo molto tragico e triste, in realtà, è quello più veritiero. L’autore, però, non si limita a guardare le cose da una sola prospettiva: ci regala un epilogo alternativo, nel quale regna sovrana la speranza.

Ci mostra come sarebbe tutto più facile se le persone fossero libere di pensare, agire ma, soprattutto, amare senza pregiudizi e la paura di essere criticati costantemente.
Senza fare distinzioni tra il sesso di una persona perché, in fondo, l’amore è amore e bisogna poter amare liberamente.

La mia valutazione:

Piccole informazioni sul libro e sull’autore:

AUTORE: Elia Bonci
GENERE: Romantico/Drammatico/Omofobia
EDITORE: Caravaggio Editore
PAGINE: 144
EAN: 9788895437866


Elia Bonci. Classe ‘96, è uno scrittore esordiente che ha pubblicato questo suo primo romanzo breve, Diphylleia, per combattere omofobia e discriminazione.
Il ragazzo sta affrontando un delicato percorso di transizione e racconta la sua storia su Instagram, cercando di sensibilizzare le persone su questo argomento: la disforia di genere, e provando a dare supporto alle migliaia di ragazzi che stanno vivendo, proprio come lui, il dramma di non appartenere al proprio corpo.


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